Lui è bravo a scuola, lui ha vinto una borsa di studio per i suoi voti alti. Lui ama i computers. Lui vuole iscriversi all'università e seguire le orme di suo padre. Lui è forte, ha carattere, ha dei valori in cui crede fermamente. Lui non ha più amici.
Li aveva. Li frequentava. Con loro ha imparato ad usare il motorino. Con loro ha cominciato a vivere la propria indipendenza. Con loro ha provato a fumare e a bere. Ci ha provato perchè gli sembrava giusto farlo. Gli sembrava giusto provare, perchè nella vita se una cosa non la fai, non saprai mai come sarà. Gli sembrava giusto provare per non sembrare idiota agli occhi dei suoi amici e così lo ha fatto. Qualche tiro e qualche bevuta, per sembrare più grande. Per sembrare uguale agli altri. Per non sentirsi idiota.
Si è allontanato ed ora si ritrova solo, piangente, perchè non ha più amici .
E' brutta la solitudine. In piena adolescenza poi, lo è ancor di più. Non aver nessuno con cui svagarsi, con cui giocare, con cui fare nuove scoperte, con cui condividere le proprie passioni, con cui trovare la giusta strada per crescere e formarsi.
Sua madre ha notato il suo disagio. Lo ha rimproverato. Forse non era il caso di troncare così nettamente i rapporti con i vecchi amici. Meglio avere qualcuno con cui stare, seppure controvoglia, che ritrovarsi completamente avvolto dal grigiore della solitudine. Cuore di mamma, da una parte va capita. Non è facile trovarsi di fronte un figlio, l'unico figlio, depresso ed in lacrime perchè senza amici. Ma lui, con quelle lacrime in volto, ha avuto la forza di risponderle con una frase che al giorno d'oggi, non molti, avrebbero il coraggio di dire e di pensare:
"Mamma, io sto male ma è meglio così. Ho provato a fumare. Ho provato a bere. Ho voluto farlo per non sentirmi idiota davanti a loro. Una volta provato però mi sono sentito ancora più idiota, perchè ho fatto cose che a me non piacciono proprio".
Quando mi hanno raccontato questa storia o meglio, questo piccolo episodio, ho provato una sensazione di tristezza. Poi, dopo alcuni attimi, ho sorriso. Ho sorriso perchè per fortuna, in mezzo alla grande quantità di adolescenti sbandati, privi di valori, di ideali e soprattutto di personalità, ho avuto la conferma che esiste qualcuno forte, capace di non lasciarsi schiacciare, capace di ragionare con la propria testa senza seguire come una pecora il proprio gregge solo perchè è il proprio gregge, capace di scegliere una via difficile, dolorosa ed in salita, ma che se affrontata con tenacia, caparbietà e forza di volontà, porterà sicuramente a qualcosa di buono. A qualcosa che non tutti sono capaci di raggiungere.
Forse troverete patetico quanto letto fino ad ora. Forse per qualcuno significherà qualcosa e per altri probabilmente niente. Io ho sentito il bisogno di parlarne semplicemente perchè è una piccola vicenda che mi ha toccato. Mi ha toccato perchè per quel che sento e che vedo in giro, la reazione di questo ragazzo è qualcosa di inusuale, purtroppo... una pecora bianca in mezzo a tante pecore nere.
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